Corbyn e il suo cerchio magico sono in guerra contro il mondo libero

Jeremy Corbyn era a suo agio la settimana scorsa”, scrive Dominic Lawson sul Sunday Times a proposito della manifestazione contro la visita di stato di Donald Trump a Londra guidata dal leader del Labour. “Quello di Corbyn non è stato un discorso ma un urlo prolungato: ‘Questa manifestazione mostra quanto siamo determinati a ottenere un mondo migliore!’. Tutti vogliamo un mondo migliore, ma non siamo d’accordo su come dovrebbe essere. Ad esempio, Jeremy Corbyn è un comunista. La sua idea di un ‘mondo migliore’ è molto più vicina al modello praticato dalla Repubblica popolare cinese rispetto a ciò che esiste negli Stati Uniti. Per questo motivo Corbyn era più felice di partecipare al banchetto di stato a Buckingham Palace in onore del presidente cinese, Xi Jinping. L’anno scorso, quando il giornalista Andrew Marr gli ha detto che l’abbandono dell’economia socialista in Cina ha sollevato milioni di persone dalla povertà, Corbyn gli ha risposto che il successo più impressionante è stato il Grande balzo in avanti di Mao Tse-tung. Ma questo era il termine propagandistico per la collettivizzazione dell’agricoltura, che ha causato una carestia da 45 milioni di morti. Tutto per una buona causa, compagni.
Non è una coincidenza che il direttore della strategia e della comunicazione di Corbyn, Seumas Milne, ha un’adorazione per l’assassino Mao, e anche per Stalin (l’ex editorialista del Guardian è stato un apologo del dittatore sovietico le cui purghe hanno ucciso più compatrioti dei nazisti). Milne, che a volte viene descritto come ‘il cervello di Corbyn’, non può essere l’unico ad avere influenza sul pensiero del leader laburista. Forse anche la sua formazione ha avuto un ruolo. Visto che non posso negare l’influenza di mio padre sulla mia formazione politica, sono intrigato dalla rivelazione che il padre di Jeremy Corbyn era un finanziatore del giornale stalinista Daily Worker. L’instancabile ricercatore che twitta sotto il nome ‘Corbyn in The Times’ la scorsa settimana ha pubblicato una pagina del Daily Worker del 5 aprile 1940 in cui il papà di Jeremy Corbyn, David, veniva ringraziato per i suoi contributi alle casse del giornale. Questo risale a un’epoca in cui l’organo ufficiale del Partito comunista della Gran Bretagna – adesso si chiama Morning Star, è il giornale preferito di Jeremy Corbyn, che è stato un suo editorialista per molti anni – aveva un gran bisogno di fondi. Dopo il patto tra nazisti e sovietici dell’agosto 1939 che portò alla spartizione della Polonia tra l’Armata rossa e la Wehrmacht, il Daily Worker ha scrupolosamente scimmiottato la linea del suo principale finanziatore e padrone (il compagno Stalin). Questo significava stare dalla parte di Berlino nella guerra. Quindi, nel febbraio 1940 (due mesi prima della donazione di Corbyn Sr), il giornale scriveva che Hitler ‘ha ripetuto un’altra volta che la guerra è stata causata dalla Gran Bretagna. Non c’è replica a questo fatto storico’. Nel settembre 1940 il Daily Worker ha detto ai cittadini britannici, che stavano scontando l’orrore del blitz: ‘E’ ovvio che in questo ‘gioco’ di rappresaglie tra le due capitali la superiorità numerica dell’aeronautica tedesca farà pendere l’equilibrio dalla parte della Germania’. Quando il ministro dell’Interno laburista, Herbert Morrison, ha chiuso il giornale a gennaio 1941, il Manchester Guardian lo ha sostenuto scrivendo che ‘la testata ha denigrato il governo britannico e i suoi leader e non si è unita alla condanna contro Hitler… Anche quando gli Stati Uniti aumentano il sostegno (allo sforzo bellico della Gran Bretagna) questo viene denunciato non come qualcosa di positivo ma come un esercizio maligno del capitalismo scellerato degli Yankee’.
Ovviamente, Jeremy Corbyn non era vivo quando suo padre sosteneva la tesi che la Seconda guerra mondiale fosse un complotto imperialista della Gran Bretagna ai danni dell’irreprensibile Germania. Dopo l’invasione tedesca dell’Urss nel giugno 1941 il Partito comunista britannico tornò a sostenere la guerra ma il ‘capitalismo Yankee’ restò il vero nemico. Jeremy Corbyn è rimasto fedele alla vecchia scuola e ha continuato a preferire Mosca a Washington (pensate alla sua risposta all’omicidio Skripal). Corbyn si circonda di nostalgici dell’Unione sovietica. Non solo Milne, ma anche Andrew Murray che si è iscritto al Partito comunista britannico nel 1976 a 18 anni e per un periodo negli anni Ottanta ha lavorato per l’agenzia sovietica Novosti. L’elezione di Corbyn come leader del Partito laburista ha convinto Murray ad abbandonare il Partito comunista e unirsi al Labour, dove ha aiutato il leader con la campagna elettorale del 2017. Quell’elezione è stata la prima in cui il Partito comunista non ha presentato alcun candidato. Ha dichiarato che Corbyn era il loro uomo.
Sarebbe scortese e antistorico negare che, nonostante gli sforzi aerei e navali dell’alleanza anglo-americana siano stati cruciali nella sconfitta di Hitler, almeno l’ottanta per cento delle perdite nell’esercito tedesco sono avvenute nel fronte orientale. Non c’è dubbio che Corbyn e la sua cricca di nostalgici sovietici simpatizzino con il tweet della scorsa settimana del ministero degli Esteri russo: ‘Lo sbarco degli Alleati in Normandia non ha cambiato il corso della Seconda guerra mondiale… L’esito è stato determinato dalla vittorie dell’Armata rossa’. Anche se accetti questa linea, enfatizzi soltanto il destino diverso delle due Germanie: l’ovest, sotto la protezione militare dell’America, che gode di libertà e democrazia, e l’est, sotto il controllo militare sovietico, che ha subìto – per oltre mezzo secolo – la dittatura e la repressione. Tuttavia, Corbyn ha voluto trascorrere le sue vacanze nella parte illiberale della Germania, sotto il controllo apparentemente benigno dell’onnipresente polizia segreta, la Stasi. In quei luoghi immagino centinaia di comunisti britannici oggi settantenni che tutt’ora lo considerano un paradiso dei lavoratori (anche se a quei lavoratori la polizia della Germania dell’est sparava non appena cercavano di scappare a ovest attraverso il Muro di Berlino). Ma quello che è impressionante – e macabro – è che uno di questi fanatici attempati ha delle possibilità di diventare il prossimo leader della Gran Bretagna. (Traduzione di Gregorio Sorgi)